Quando la televisione fa arrestare il pedofilo
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Avevo già visto una parte della trasmissione “To catch a predator”, ma ieri sera - di fronte ad un intero episodio trasmesso da Jimmy - sono voluto andare a fondo all’argomento. Ideata dal canale Nbc, la trasmissione si propone di smascherare presunti pedofili. Come? Utilizzando un’esca, in genere una ragazza giovanissima, e mettendola in chat. In pratica quello che fanno oggi decine di agenti della polizia postale, 24 ore su 24. Questa ragazzina contatta uomini interessati a lei - o viceversa - e propone loro di incontrarla. Prima di dare il suo indirizzo di casa, chiede loro cosa vorrebbero fare. Ieri sera c’era un tizio che pretendeva di fare sesso a tre: lui, lei e la gatta di lei. Quando il presunto pedofilo entra in casa, invece della ragazzina, gli si presenta davanti il presentatore della Nbc. “Ma non ti vergogni?”, gli chiede. Niente volti “oscurati”, le telecamere mostrano tutto (nelle due foto sotto, il presentatore insieme al pedofilo). Il tizio finisce col confessare, ma quasi tutti la buttano sul “gioco”: “Stavo scherzando, non lo avrei mai fatto”, ecc. Una volta uscito dalla casa, la seconda sorpresa della serata: agenti in borghese lo arrestano, per “induzione al sesso di una minore”. Grazie a questa trasmissione sono state arrestate decine di persone. In America ha avuto così tanto successo, che dopo l’edizione nazionale, sono stati lanciati programmi locali, tutti allo stesso scopo.


Non sono mancate le critiche: c’è chi sostiene che in questo caso la televisione più che trasmettere notizie, abbia “generato” notizie; che il conduttore era divenuto una specie di poliziotto; che la diffusione di un episodio, col volto del presunto pedofilo, rappresenti una pena che la televisione non ha diritto di infliggere.
Sarei pronto a scommettermi qualsiasi cosa sul fatto che in Italia non si troverebbe nessun presentatore, canale, politico, disposto ad appoggiare un programma del genere.
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