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Archivio Maggio 2008

NEOMELODICI E CAMORRA. NAPOLI...SERENATA CALIBRO 9

di skyleon70 (19/05/2008 - 15:54)

Il fenomeno del neomelodico è nato circa una decina d'anni fa (allora Maurizio Costanzo dedicò al fenomeno una puntata del suo show), si distingue decisamente dal classico napoletano. I testi delle canzoni, rigorosamente in dialetto, sono semplici e facili da canticchiare; adottano un linguaggio comune e a tratti volgare; affrontano temi d'amore e di tradimenti. Non mancano, però, di toccare problematiche più impegnative, come quelle del carcere, della droga, della latitanza. Non è un caso che Tommy Riccio, tra i neomelodici più conosciuti, debba la sua notorietà ad una canzone in cui si dice: «Nu latitante nun tene cchiù niente, luntano do bene, annascuso da gente / e l'urdemo amico addeventa importante, pe fa nu regalo a chi aspetta a papà».
Un filone, quello neomelodico tanto amato dalla gente e troppo poco criticato al di fuori dei quartieri, è portatore di quei valori tipici della periferia napoletana più disagiata, in cui spesso l'illegalità è il vivere quotidiano. Ma anche molto discusso per i suoi “presunti” legami con la camorra. La criminalità organizzata ha infatti un ruolo di primo piano nella sovvenzione dei cantanti alle prime armi e nella gestione degli incassi di artisti affermati. Per incidere dischi e farsi pubblicità servono soldi.
Gli aspiranti spesso per  emergere si affidano ai clan. Tempo fa l’ha fatto Gigi D’Alessio.
I suoi vecchi legami con  camorra, mai  nascosti,  sono andati ben al di là degli interessi economici, visto che tra gli autori di numerosi testi di successo spicca il nome del noto boss  di Forcella, oggi pentito, Luigi Giuliano

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14 anni, ammazzata dai coetanei…

di skyleon70 (19/05/2008 - 15:43)

 
 
 
È morta per asfissia da strangolamento Lorena Cultraro (nella foto a sinistra), la ragazza di 14 anni uccisa e gettata in una cisterna nelle campagne di Niscemi. Lo ha stabilito il medico legale che venerdì 16 ha effettuato l’autopsia sul cadavere.
 
 
La ragazza ha lividi sul corpo e sul viso, causati dai calci e dai pugni ricevuti prima di essere strangolata con il cavo di un’antenna tv.
 
 
 
 
 
 
Il medico ha asportato l’utero per effettuare analisi più approfondite con l’obiettivo di stabilire se Lorena poteva essere incinta, come sostenuto dai tre ragazzi arrestati dai carabinieri con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. L’esito si conoscerà nei prossimi giorni.
 
 
 
 
 
 
Intanto sabato si svolgeranno nella Chiesa Madre di Niscemi i funerali di Lorena. E il paese sarà in lutto, come proclamato dal sindaco Giovanni Di Martino.
 
 
 
 
Dopo aver confessato il delitto, uno dei tre ragazzi ha chiesto al giudice se poteva andare a casa. Secondo il Giornale di Sicilia, nella caserma dei carabinieri di Niscemi, aveva appena finito di raccontare agli investigatori e al magistrato l’orrore dell’omicidio. Quando ha finito avrebbe detto:
 
 
 
 
 
 
 
 
“Signor giudice, le ho confessato tutto. Ora posso andare a casa?”. A quel punto, riferisce il quotidiano, il magistrato del tribunale dei minori gli ha gridato: “Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?”.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ieri il gip ha confermato il fermo dei tre minorenni che hanno confessato di aver ucciso la ragazzina, trovata morta in un pozzo martedì scorso. Nessuno dei tre giovani, tutti minorenni, potrà essere condannato all’ergastolo. La pena massima prevista dal codice è di trent’anni, con la possibilità di una riduzione di pena fino a un terzo.
 
 
 
 
I calci, i pugni e gli schiaffi prima dell’omicidio i tre ragazzi (di 15, 16 e 17 anni) li avevano confessati anche prima dell’autopsia.
 
 
 
 
 
 
 
Avevano detto di aver massacrato di botte Lorena e di averla tolta di mezzo perché i loro incontri a sfondo sessuale e il rischio che lei fosse rimasta incinta li avrebbe messi nei guai con le rispettive fidanzatine.
 
 
 
 
 
 
 
 
Fino al giorno del ritrovamento del corpo di Lorena avevano però cercato di depistare le indagini, fornendo ai carabinieri false informazioni sui movimenti della ragazza e sugli orari dei loro spostamenti effettuati il 30 aprile scorso, giorno in cui la quattordicenne è stata uccisa. E il 13 maggio scorso, quando l’agricoltore Paolo Avila di 68 anni, denuncia alle 12.30 ai carabinieri di aver trovato un cadavere nella propria cisterna in campagna, la notizia raggiunge subito i tre responsabili del delitto, che nel frattempo avevano già i telefoni sotto controllo, perché sospettati.
 
 
 
 
 
 
Alle 13.02 Giuseppe chiama Domenico e lo avvisa che “Lorena è stata trovata dentro un pozzo” e l’amico gli risponde di informarsi “se è vero”. Dalla conversazione colpisce l’atteggiamento di Domenico, che è alquanto freddo, distaccato e tranquillo alla notizia appresa da Giuseppe. Quest’ultimo, però, appare preoccupato. Domenico si mette subito al telefono e chiama Alessandro, il più piccolo del gruppo, e gli dice: “Vieni a casa mia che ti devo dire una cosa”. Anche in questo caso emerge il carattere autoritario o meglio prevalente rispetto agli altri due ragazzi.
 
 
 
 
 
 
 
 
Proprio Domenico che invia l’sms con il quale comunica ad Alessandro che si doveva “ammazzare Lorena”.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il quadro complessivo viene poi tracciato da Alessandro, che ricostruisce le fasi del delitto. Accuse poi confermate davanti ai carabinieri dagli altri due complici.
 
 
 
 
 
 
Fonte
 
 
 
 
 
 
 
Il padre di uno dei ragazzini:
 
 
 
 
Perdono. Per sé, ma non per il figlio che ha confessato l’assurdo omicidio di Lorena Cultraro.

Chiede di essere perdonato il padre di uno dei ragazzi minorenni, autoaccusatisi del delitto della 14enne di Niscemi, provincia di Caltanissetta. Un ragazzina picchiata con calci e pugni, strangolata con un’antenna tv. Gettata in un pozzo come nei peggiori film dell’orrore.

 

Al TgRai Sicilia l’uomo, che non era inquadrato in volto, condanna senza mezzi termini il gesto del figlio: “Se è vero che lo ha fatto - dice - non lo perdono neppure io. Porgo ai genitori di Lorena le mie più sentite condoglianze e chiedo loro di perdonare me, non mio figlio. Ho vergogna persino di uscire da casa”.

 
Fonte
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Signor Giudice ho confessato l’omicidio, posso andare a casa…
 

 

 

E sono, coetanei, ragazzini di 14 anni o poco più, senza coscienza della vita e del dolore, per aver ammazzato una loro “amichetta”…

 

Quanto timore della legge possono avere “ragazzini” che “ragionano” in questo modo ?

Ma soprattutto:

Perchè ?

Chi accusare in questi casi, la famiglia o la società ?

Un abbraccio sincero da parte di tutti noi, alla famiglia di Lorena.

 

 

 

 
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Bambini Scomparsi

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misteri

di skyleon70 (19/05/2008 - 10:19)

Foto Crop Circles

Tag: ufo

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Serial killer? Maniaco squartatore? No, fornaio

di skyleon70 (19/05/2008 - 09:59)

 

Gusto dell’ orrido, passione per la scultura, famiglia di fornai. Così nasce la professione di Kittiwat Unarrom, 28 anni, artista Tailandese della provincia di Ratchaburi che scolpisce e dipinge in versione macellaio-killer il pane prodotto dai suoi. Teste mozzate, piedi sanguinanti, organi interni: tutto fatto di impasto, resine naturali, anacardi e anche cioccolata, in grado di risvegliare l’ istinto cannibale che è in voi.

Non c’è dubbio che l’ idea sia davvero versatile: utilizzabili dallo scherzo alla specialità di un ristorante particolare, le sue creazioni hanno però anche un valore etico: intendono riflettere la filosofia buddista del non credere in ciò che si vede (“ciò che vedi potrebbe non essere vero quanto ciò che pensi”).

Inoltre, Kittiwat ha allestito una mostra tutta sua, visitata da centinaia di adulti e bambini ogni giorno.

FONTE: www.ilrock.net

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