Ciao sono skyleon70
Vedi il mio profilo


Aprile 2008

DLMM GVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Aprile 2008

La vivisezione è diventata "buona"?

di skyleon70 (08/04/2008 - 19:50)

Cani uccisi dopo esperimenti presso i laboratori del CBSC, Burlington, USA, 1990

(Prima parte: la "ex"-vivisezione "buona" secondo Veronesi)

A causa delle mie recenti disavventure ospedaliere solo oggi leggo un articolo del prof. Umberto Veronesi, noto medico ricercatore e noto vegetariano, risalente a due mesi fa. La prima reazione sarebbe di rispondere punto per punto ma preferisco "commentare" l'articolo riproducendolo semplicemente così com'è e affiancando a esso alcune immagini che mostrano di cosa il prof. Veronesi sta parlando. Mi pare che ciascuna di esse dica più di mille parole.

Veronesi scrive fra l'altro: "Vivisezione è un termine non più rispondente alla realtà, ma viene utilizzato spesso ad arte per suscitare automaticamente visioni di orrore". Ci si domanda da quanto questo termine non sarebbe più rispondente alla realtà. Le immagini che appaiono in questa pagina sono tutte risalenti agli anni '90, dunque, le più vecchie, a non più di una decina di anni fa. Da quanto tempo tutto sarebbe cambiato? Da quanto tempo la "ex"-vivisezione sarebbe diventata qualcos'altro?

E riflettiamo infine sul "grande" (la definizione, virgolette escluse, è dello stesso Veronesi) Pasteur che riteneva lecito effettuare i suoi esperimenti sugli indios brasiliani. Tanto per capire cosa passa per la mente dei vivisettori e quale sia, da sempre, la loro etica.

Filippo Schillaci.


Da "Oggi" del 28-5-2003

La nostra salute, di Umberto Veronesi

E giusto usare cavie animali? Sì, ora non le facciamo più soffrire

Topo il cui DNA è stato modificato affinché la sua pelle sia ricoperta di rughe. E' usato per testare cosmetici anti-invecchiamento.
Foto Tratta da COLORS n.19/1997

Un gruppo esagitato di animalisti ha tentato di opporsi all'uso di alcune cavie animali con le quali i ricercatori di un'azienda farmaceutica possono sperimentare l'efficacia di nuovi farmaci antitumore. Mi sembra un'opposizione inconcepibile o hanno ragione gli animalisti?

Aligi Del Grande, Milano

Testa di gatto conservata in formalina da un vivisettore dopo che l'animale e' stato usato in esperimenti sulle corde vocali. (Boystown Hospital, USA, 1996)


Questo cane e' stato salvato da un laboratorio in cui era stato sottoposto ad esperimenti alle zampe posteriori. (Epoca: anni '90)

Gli oppositori alla sperimentazione animale non sono nuovi perché esistevano fin dai tempi di Louis Pasteur: il Grande scienziato aerea chiesto all'imperatore del Brasile di mettergli a disposizione alcuni indios per sperimentare il vaccino contro la rabbia, e naturalmente dovette accontentarsi di cavie animali. facendo così insorgere i precursori dei nuovi antagonisti della "vivisezione". Vivisezione è un termine non più rispondente alla realta, ma viene utilizzato spesso ad arte per suscitare automaticamente visioni di orrore e chiedere a gran voce, addiritttua, l'abolizione per legge della sperimentazione animale.

Lei mi chiede chi ha ragione tra i difensori dei diritti degli animali e i difensori dei diritti dei malati di poter avere nuovi farmaci? Devo confidare che mi stupisce come questa vecchia polemica non accenni a risolversi malgrado i contendenti siano entrambi dalla parte del giusto.

Scimmie in apparecchi di contenzione da lungo tempo, con elettrodi nella testa. Universita' di Kyoto (1993 o 1994)

Hanno ragione gli animalisti, che lottano perché non siano inflitte inutili sofferenze e spesso poi la morte dei poveri animali; ma non hanno torto i ricercatori quando sostengono che gli esperimenti sugli animali consentiranno di sviluppare farmaci più efficaci e meglio tollerati, che le sofferenze non sono quindi affatto inutili, che esse vengono comunque ridotte al minimo.

Appartenendo a entrambe le categorie, penso di conoscere abbastanza a fondo sia le ragioni degli animalisti sia quelle dei ricercatori. Difendo a tal punto i diritti degli animali che non ne mangio la carne. Sono vegetariano da sempre per ragioni filosofiche, ho il massimo rispetto della vita in tutte le sue forme, specie quando non può far valere le proprie ragioni. Il movimento animalista ha molti meriti tra cui quello di aver imposto precisi limiti alla sperimentazione animale, di aver promosso lo sviluppo di metodi di studio (su modelli matematici, su colture cellulari e altri ancora) che oggi sono un punto fermo a livello internazionale.

Un coniglio usato in esperimenti sulla scabbia presso la Wright State University (USA), luglio 1992

Come medico-ricercatore che ha dedicato più di mezzo secolo alla lotta contro il cancro e per la vita del paziente, non posso però sottrarmi ad alcune considerazioni, che spero siano condivise (o quanto meno ascoltate) anche dai paladini dei diritti animali. L'affermarsi delle tecniche alternative ha ridotto, ma non azzerato, l'utilizzo di animali nella ricerca scientifica. Se i test di efficacia di un farmaco si possono realizzate su cellule tumorali in coltura, cioè in vitro, quelli di tollerabilità (quale dose massima di un certo farmaco si può sonmministrare senza incorrere in effetti tossici? Quanto tempo deve trascorrere tra una dose massima e quella successiva?) si possono eseguire prevalentemente in vivo, cioè sul vivente.

Escludendo il ricorso all'uomo (come invece chiedeva di fare il grande Pasteur), è giocoforza servirsi degli animali: è quanto previsto da tutti i protocolli internazionali accettati dalla comunità scientifica ed è imposto dalle autorità sanitarie di tutti i Paesi, per giungere a farmaci ben tollerati perche ben sperimentati. Inoltre va ricordato che il lavoro degli scienziati operanti nei migliori centri di ricerca biomedica è sottoposto, in Italia come all'estero, al controllo dei comitati etici, presenti in ogni istituzione, la cui raccomandazione dice che «fattore essenziale della ricerca sull'animale è l'assenza di dolore, di angoscia e anche di semplice disagio dell'animale».

Cane eutanasizzato dopo essere stato usato in esperimenti didattici in una università giapponese, facoltà di veterinaria, 15/5/1991

Le stesse riviste scientifiche non pubblicano studi che abbiano comportato maltrattamenti di animali. Insomma esistono una serie di norme e di prassi che garantiscono il rispetto dei diritti animali. La questione è sempre di buonsenso ancor prima che di etica. Ulteriori vincoli e impedimenti rischierebbero di bloccare la ricerca e di privare la società di nuovi farmaci salvavita. Storicamente l'impiego degli animaii è stato indispensabile per il progresso della medicina. Se si riesce oggi a salvare delle vite attraverso trapianti d'organo è grazie alla sperimentazione animale. Se gli antibiotici possono evitare le epidemie del passato è grazie alla sperimentazione animale. Se abbiamo a disposizione farmaci antipertensivi, antiulcera, antidepressivi e tanti altri per ridurre la mortalità, per curare malattie e migliorare la qualità di vita è ancora grazie alla sperimentazione animale.

Il vero dramma degli animali è come sono trattati da tutti noi e non dai ricercatori scientifici. Il vitello, uno degli animali più evoluti nella scala neuropsichica e che soffre molto di più di quelli usati in laboratorio come cavie, non trova molti oppositori contro la fine terribile cui viene sottoposto nei mattatoi per garantire le belle fettine di vitello sulle nostre tavole.

Umberto Veronesi

Corpi di animali vivisezionati: dopo averli utilizzati in vari esprimenti, i corpi di questi animali possono tranquillamente venir buttati nella spazzatura


Tutte le foto riportate in queste pagine sono tratte dalla Mostra Fotografica sulla vivisezione presente sul sito www.novivisezione.org, nonché su Promiseland, e sono relative a "esperimenti" effettuati nell'ultimo decennio.

 

Vota questo post

Pane e Camorra

di skyleon70 (08/04/2008 - 19:41)


pane e camorraLa comicità di Totò non ha confini di spazio e di tempo; è sempre attuale. A lui ho pensato quando ho saputo di questo ennesimo episodio di cronaca tutta campana, a quando diceva: voglio vedere questo scemo dove vuole arrivare!

Il fatto è questo: i carabinieri di Napoli hanno scoperto più di 400 forni abusivi, nella provincia e nel capoluogo. Un forno di pane abusivo ha queste caratteristiche: usa farine e ingredienti non controllati, cuoce il pane bruciando qualsiasi materiale, non rispetta nessuna regola igienico-sanitaria, e ha tutti i lavoratori a nero. Su L’Espresso c’è un articolo di Claudio Pappaianni  col titolo significativo e drammatico: “Pane e Camorra”, che rivela aspetti inquietanti e grotteschi del grande imbroglio: per cuocere il pane si bruciano cortecce di nocciole trattate con antiparassitari, vecchi infissi verniciati, i laboratori sono sottoscale umide e ammuffite. Il pane viene venduto, poi, sulle bancarelle per strada o addirittura direttamente dal cofano delle auto aperte, senza nessun controllo, alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti. La domanda che noi, poveri mortali, fuori dalle logiche dell’illegalità ci poniamo sono sempre le stesse: perché i vigili e l’ufficio sanitario non intervengono quando sulle bancarelle per strada si vende il pane, le fragole, i carciofi arrostiti e quant’altro? Perché non intervengono le forze dell’ordine anche solo perché non si emette regolare  scontrino? La criminalità e la camorra sono diventate una scusa, i confini tra noi e loro si assottigliano sempre di più, perché la camorra è una mentalità, la camorra è il contrario della civiltà. La camorra è anche quando si getta la carta per terra perché quel piccolo gesto, apparentemente innocuo e senza conseguenze, abitua a un modus vivendi  che non rispetta il prossimo. Qualcuno ha detto che Napoli è indifendibile. Che avesse ragione?

articolo reperito in rete

Vota questo post

NUOVI ARRESTI IN TIBET

di skyleon70 (08/04/2008 - 19:36)

Mentre a Pechino, in piazza Tienanmen, alla presenza del presidente Hu Jintao e tra impressionanti misure di sicurezza, è stata accesa il 31 marzo la fiaccola olimpica, continua a Lhasa e in tutti i territori tibetani l’ondata di arresti da parte della polizia e dell’esercito cinese. Si ha notizia certa dell’arresto, a partire dal 10 marzo, di 1072 religiosi e 2500 laici, con oltre 1000 persone fermate nella sola Lhasa: le stesse autorità cinesi hanno fatto sapere che il numero dei dimostranti arrestati a Lhasa supera le 800 persone mentre 280 sono i tibetani che si sono consegnati spontaneamente nelle mai della polizia. Impossibile accertare il numero dei morti: 22, secondo le fonti cinesi, almeno 140 secondo le fonti tibetane, ma si teme che le vittime della repressione superino le 200 unità. Oltre 1000 i feriti di cui molti in gravissime condizioni.



Fonti tibetane riferiscono dell’arresto, tra il 28 e il 29 marzo, di 572 monaci del monastero di Kirti, nella regione nord orientale dell’Amdo, compresi novizi di non più di dieci anni. A dimostrazione dei loro crimini, sembra siano stati costretti dalla polizia a sventolare bandiere tibetane e a mostrare fotografie del Dalai Lama mentre le forze di sicurezza filmavano e fotografavano la scena. Il governo cinese ha reso noto che i processi si terranno a partire dal 1° maggio, segno della determinazione delle autorità di Pechino a chiudere il capitolo delle proteste ben prima della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici.

Altri arresti nel vicino monastero di Goman, dove i religiosi, mani e piedi legati, sono stati chiusi in tende appositamente allestite a causa del sovraffollamento delle modeste carceri locali. Circa 10.000 i religiosi confinati nei monasteri, ormai del tutto impossibilitati ad approvvigionarsi di cibo e acqua.

Malgrado la feroce repressione e le intimidazioni, il 29 marzo nuove proteste si sono verificate nell’area del Barkhor, a Lhasa, quando gli agenti di pubblica sicurezza hanno cercato di fermare alcuni tibetani residenti nella zona del Jokhang. Tutti i negozi dei tibetani sono stati chiusi e la polizia ha circondato l’intera area. Nella contea di Chone (provincia del Gansu), gli studenti hanno disertato le lezioni. Si ha notizia di manifestazioni di protesta nella zona di confine tra le province del Gansu e del Sichuan, con massicci interventi dell’esercito nelle contee di Draggo e di Chigdril.
Testimoni oculari hanno riferito di pacifiche manifestazioni di massa in tutto l’altipiano tibetano. A Holkha (Contea di Tsigorthang, Prefettura di Tsolho, provincia del Quinghai), il 25 marzo i tibetani hanno organizzato una marcia di solidarietà e di preghiera con i caduti. L’arresto di tre persone che avevano preso parte alla dimostrazione ha provocato la reazione dei tibetani: il giorno seguente, 26 marzo, circa 600 persone hanno dato vita ad un sit-in di protesta di fronte alla sede delle locali autorità governative chiedendo la liberazione dei prigionieri. La folla è stata dispersa.

Vota questo post

ANORESSIA, un male da curare

di skyleon70 (08/04/2008 - 19:29)

sofferenza è il rapporto con l’immagine del corpo, con il cibo e il peso. La perdita del senso del limite è tipica dell'anoressia e della bulimia,

 

Oggi sono numerose le campagne di sensibilizzazione per diffondere l'importanza di una corretta educazione alimentare.

No quindi alle ragazze troppo magre, finalmente un concorso che da spazio sì alla bellezza, ma anche alla salute, che devono necessariamente procedere di pari passo.

Indossatrice brasiliana muore per anoressia: alta 1.73 pesava 40 kgAna Carolina Reston

Vota questo post