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BAMBINO SCOMPARSO - Daniel Enrique De Nicola

di skyleon70 (17/01/2008 - 10:01)

danielenriquedenicola-statodiallerta.jpg

 

Ci sono storie, che non fanno scalpore, come le veline e i calciatori, perchè parlano “solo” di bambini, e di giovani genitori (in questo caso un papà) che si impicca perchè scompare il suo bambino di nemmeno 2 anni…

Un papà di soli 31 anni di Livorno che non ha sopportato al dolore di perdere il proprio figlio…

Portato via da due uomini, che neppure erano lontani parenti della famiglia…

Un bambino forse venduto…

Questi 2 uomini sono riusciti ad espatriare con il bambino e forse a venderlo…

Sono rimasti i genitori del papà del bambino, a lottare per capire che fine abbia fatto il loro nipotino, il loro bimbo al quale piaceva tanto la favola della “Carica dei 101″ ….

papadaniel.jpg mammadaniel.jpg

Il papà di Daniel
DANIELE DE NICOLA

La mamma di Daniel
DAYAMARA PERIGO’ COLLANTES

 

 

E’ avvenuto a novembre 2007

Due mesi da incubo…

8 Novembre Dayamara Perigò Collantes, sparisce nel nulla insieme al figlio Daniel, avuto dal marito Daniele De Nicola, che ne denuncia la scomparsa in Questura, e contemporaneamente tappezza la città di volantini, con le foto della moglie e del figlio. La Questura però non attiva da subito le indagini e lascia trascorrere giorni preziosi. Un ritardo che risulta poi essere deteminanate nella manacata risoluzione del caso.

 

9 Novembre il piccolo Daniel lascia l’Italia dall’areoporto fiorentino di Peretola. Destinazione Stati Uniti, in particolare San Francisco. Le ricerche della polizia in questo momento non sono ancora scattate e il piccolo si imbarca insieme a due uomini americani, uno dei quali potrebbe essere l’ex marito della madre. Secondo le informazioni in possesso della famiglia, De Nicola, il bambino che è cittadino italiano, si è imbarcata e ha viaggiato con il suo vero nome pur non essendo legato a quegli adulti da alcuna parentela.

 

10 Novembre, lascia l’Italia anche la madre di Daniel e prende un volo per Cuba. Da allora di lei non si sa più nulla.

 

11 Novembre, Daniele De Nicola assieme alla cognata, decide di lanciare un appello pubblico per ritrovare suo figlio, e va alla redaione del Corriere di Livorno a raccontare la sua storia. Parla a fatica e tiene sempre gli occhi bassi.

 

15 Novembre, Daniele non regge al dolore, e si impicca nel piccolo appartamento, che stava ristrutturando in via Cherubini e dove avrebbe dovuto andare ad abitare, appena terminati i lavori. Fu il padre a trovare il corpo privo di vita. Aveva solo 31 anni.

 

LIVORNO - “Noi vogliamo sapere che fine ha fatto nostro nipote e perché sua madre per farlo uscire dall’Italia lo ha affidato a due sconosciuti americani che lo hanno portato a San Francisco. Da due mesi non abbiamo notizie di lui e non ce la facciamo più a vivere così”.

 

Armando De Nicola e Antonia Spagnolo, genitori di Daniele De Nicola, il giovane livornese che il 15 novembre scorso si era impiccato nella sua abitazione, sette giorni dopo che la moglie cubana era sparita con il figlio Daniel di due anni e mezzo, raccontano la loro odissea.

 

Cominciata proprio a novembre e che poi si è trasformata in una croce che si porteranno addosso per sempre: la morte di un figlio, che non ha retto al dolore di vedersi strappato il proprio bambino.

 

“Per mesi abbiamo condotto una battaglia quasi solitaria - dice Antonia Spagnolo - perché neppure la polizia dava troppo peso a quanto era accaduto. L’allontanamento di Daymara Perigò Collantes, la madre di Daniel, non era stato preso nella giusta considerazione.

 

Dicevano che la madre poteva portarsi il bambino dove voleva, senza dare troppe spiegazioni. E questo credo che abbia rallentato in modo determinante le sue ricerche, finché non ne abbiamo perso le tracce.

 

Adesso speriamo solo che non sia per sempre e che un giorno potremo riabbracciare nostro nipote”.

 

Sono distrutti dal dolore Antonia e Armando, il volto scavato dalle rughe, rese ancora più profonde dalle preoccupazioni delle ultime settimane. Gli occhi liquidi, gonfi di lacrime. Ma anche la lucidità e la determinazione, insieme alla dignità, di chi vuole andare fino in fondo conoscere ogni dettaglio di questa tragedia che ha distrutto la loro famiglia. “Noi siamo disposti anche a richiedere l’affidamento del bambino - spiega Antonia - anche se il Tribunale dei minori ci ha già anticipato che forse non possiamo farlo. E sapete perché? Perché noi abbiamo denunciato la madre del bambino. Perché siamo stati noi ad avviare l’iter giudiziario”.

 

Già perché la donna è indagata per sottrazione di minore dalla procura di Livorno, dopo che le autorità italiane si sono finalmente messe in moto e hanno avviato le indagini. E così hanno scoperto che il 9 novembre, esattamente 24 ore dopo la denuncia in questura dei coniugi De Nicola, il piccolo Daniele era già partito per gli Stati Uniti dall’aeroporto di Firenze.

 

Come sia stato possibile non è ancora chiaro. E lo vorrebbero sapere anche i nonni. Quello che però risulta con certezza ai due anziani è che Daniel è stato affidato dalla madre a due uomini americani, di 36 e 29 anni, uno dei quali sarebbe l’ex marito della donna, che si sarebbero imbarcati da Peretola con destinazione San Francisco.

 

Solo il giorno successivo Dayamara Perigò Collantes avrebbe lasciato l’Italia con destinazione Cuba. “Ma noi vogliamo sapere come sia stato possibile - dice Antonia Spagnolo - che nostro nipote, che ha passaporto italiano, sia potuto espatriare senza problemi e il suo nome sia stato inserito sul passaporto di un americano che non aveva con lui alcun legame di parentela.

 

Non sappiamo cosa pensare e abbiamo perfino paura che il bambino possa essere stato venduto dalla madre a qualcun altro. Insomma, non sappiamo che fine ha fatto e questo ci preoccupa. Io venerdì sera, presa dalla disperazione, ho chiamato direttamente il consolato italiano di San Francisco e ho chiesto spiegazioni, ma il funzionario non ha saputo darmi risposte soddisfacenti. Anche perché pare che, dai biglietti aerei, il bambino abbia viaggiato con il suo vero nome Daniel Enrique De Nicola, ma allora come è possibile che sia accaduta una cosa del genere?

 

Credo che se la polizia si fosse mossa per tempo, tutto questo poteva essere evitato. Ora le nostre ricerche diventano molto più complicate perché devono essere estese a livello internazionale e ciò rende più difficile l’individuazione del bambino”.

 

Antonia parla a ruota libera, fissa il cronista negli occhi e parla. Il suo non è più un racconto, ma lo sfogo di una nonna disperata. Il marito tace, si commuove, ogni volta che il racconto sfiora i dettagli della vita di tutti i giorni: “Come quando - aggiunge nonno Armando - stava a casa nostra a giocare insieme a noi. Era un bimbo sempre sorridente, allegro, sereno”. “Mi ricordo - dice Antonia Spagnolo - che voleva sempre che gli leggessi la favola della Carica dei 101. E a forza di leggergliela l’aveva imparata a memoria, così, quando a volte, saltavo delle parti per fare più in fretta era lui a interrompermi e a raccontare le parti che non avevo letto. Non aveva ancora due anni e già sapeva farne un riassunto quasi perfetto. Era sveglio, Daniel. Molto sveglio.

 

E adesso non so neppure dove si trovi e con chi“. Armando De Nicola si asciuga gli occhi e dice: “Mio figlio non c’è più. Non ce l’ha fatta a sopportare la disperazione per avere perso suo figlio e si è ammazzato. Noi oggi combattiamo anche per lui. Riavere Daniel, poterlo crescere o comunque sapere soltanto che sta bene ed è sereno è un modo per far rivivere il nostro Daniele per provare a rendere meno doloroso il resto della nostra vita”.

 

Fonte il Corriere di Livorno - Gabriele Masiero

Aiutiamo questi nonni a ritrovare il loro nipotino…

Diffondendo a tutti i nostri contatti la foto di Daniel…

 

Un caloroso abbraccio ad Armando e Antonia, con la speranza di potervi aiutare nel ritrovare Daniel.

 

A tutte le Istituzioni che hanno causato la morte di un giovane papà urliamo:

 

VERGOGNATEVI

 

Con la speranza che vi arrivi

FORTE E CHIARO !

IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

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AGGIORNAMENTO DEL 16 gennaio 2008
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