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Ci sono storie, che non fanno scalpore, come le veline e i calciatori, perchè parlano “solo” di bambini, e di giovani genitori (in questo caso un papà) che si impicca perchè scompare il suo bambino di nemmeno 2 anni… Un papà di soli 31 anni di Livorno che non ha sopportato al dolore di perdere il proprio figlio… Portato via da due uomini, che neppure erano lontani parenti della famiglia… Un bambino forse venduto… Questi 2 uomini sono riusciti ad espatriare con il bambino e forse a venderlo… Sono rimasti i genitori del papà del bambino, a lottare per capire che fine abbia fatto il loro nipotino, il loro bimbo al quale piaceva tanto la favola della “Carica dei 101″ ….
E’ avvenuto a novembre 2007 Due mesi da incubo… 8 Novembre Dayamara Perigò Collantes, sparisce nel nulla insieme al figlio Daniel, avuto dal marito Daniele De Nicola, che ne denuncia la scomparsa in Questura, e contemporaneamente tappezza la città di volantini, con le foto della moglie e del figlio. La Questura però non attiva da subito le indagini e lascia trascorrere giorni preziosi. Un ritardo che risulta poi essere deteminanate nella manacata risoluzione del caso. 9 Novembre il piccolo Daniel lascia l’Italia dall’areoporto fiorentino di Peretola. Destinazione Stati Uniti, in particolare San Francisco. Le ricerche della polizia in questo momento non sono ancora scattate e il piccolo si imbarca insieme a due uomini americani, uno dei quali potrebbe essere l’ex marito della madre. Secondo le informazioni in possesso della famiglia, De Nicola, il bambino che è cittadino italiano, si è imbarcata e ha viaggiato con il suo vero nome pur non essendo legato a quegli adulti da alcuna parentela. 10 Novembre, lascia l’Italia anche la madre di Daniel e prende un volo per Cuba. Da allora di lei non si sa più nulla. 11 Novembre, Daniele De Nicola assieme alla cognata, decide di lanciare un appello pubblico per ritrovare suo figlio, e va alla redaione del Corriere di Livorno a raccontare la sua storia. Parla a fatica e tiene sempre gli occhi bassi. 15 Novembre, Daniele non regge al dolore, e si impicca nel piccolo appartamento, che stava ristrutturando in via Cherubini e dove avrebbe dovuto andare ad abitare, appena terminati i lavori. Fu il padre a trovare il corpo privo di vita. Aveva solo 31 anni. LIVORNO - “Noi vogliamo sapere che fine ha fatto nostro nipote e perché sua madre per farlo uscire dall’Italia lo ha affidato a due sconosciuti americani che lo hanno portato a San Francisco. Da due mesi non abbiamo notizie di lui e non ce la facciamo più a vivere così”. Armando De Nicola e Antonia Spagnolo, genitori di Daniele De Nicola, il giovane livornese che il 15 novembre scorso si era impiccato nella sua abitazione, sette giorni dopo che la moglie cubana era sparita con il figlio Daniel di due anni e mezzo, raccontano la loro odissea. Cominciata proprio a novembre e che poi si è trasformata in una croce che si porteranno addosso per sempre: la morte di un figlio, che non ha retto al dolore di vedersi strappato il proprio bambino. “Per mesi abbiamo condotto una battaglia quasi solitaria - dice Antonia Spagnolo - perché neppure la polizia dava troppo peso a quanto era accaduto. L’allontanamento di Daymara Perigò Collantes, la madre di Daniel, non era stato preso nella giusta considerazione. Dicevano che la madre poteva portarsi il bambino dove voleva, senza dare troppe spiegazioni. E questo credo che abbia rallentato in modo determinante le sue ricerche, finché non ne abbiamo perso le tracce. Adesso speriamo solo che non sia per sempre e che un giorno potremo riabbracciare nostro nipote”. Sono distrutti dal dolore Antonia e Armando, il volto scavato dalle rughe, rese ancora più profonde dalle preoccupazioni delle ultime settimane. Gli occhi liquidi, gonfi di lacrime. Ma anche la lucidità e la determinazione, insieme alla dignità, di chi vuole andare fino in fondo conoscere ogni dettaglio di questa tragedia che ha distrutto la loro famiglia. “Noi siamo disposti anche a richiedere l’affidamento del bambino - spiega Antonia - anche se il Tribunale dei minori ci ha già anticipato che forse non possiamo farlo. E sapete perché? Perché noi abbiamo denunciato la madre del bambino. Perché siamo stati noi ad avviare l’iter giudiziario”. Già perché la donna è indagata per sottrazione di minore dalla procura di Livorno, dopo che le autorità italiane si sono finalmente messe in moto e hanno avviato le indagini. E così hanno scoperto che il 9 novembre, esattamente 24 ore dopo la denuncia in questura dei coniugi De Nicola, il piccolo Daniele era già partito per gli Stati Uniti dall’aeroporto di Firenze. Come sia stato possibile non è ancora chiaro. E lo vorrebbero sapere anche i nonni. Quello che però risulta con certezza ai due anziani è che Daniel è stato affidato dalla madre a due uomini americani, di 36 e 29 anni, uno dei quali sarebbe l’ex marito della donna, che si sarebbero imbarcati da Peretola con destinazione San Francisco. Solo il giorno successivo Dayamara Perigò Collantes avrebbe lasciato l’Italia con destinazione Cuba. “Ma noi vogliamo sapere come sia stato possibile - dice Antonia Spagnolo - che nostro nipote, che ha passaporto italiano, sia potuto espatriare senza problemi e il suo nome sia stato inserito sul passaporto di un americano che non aveva con lui alcun legame di parentela. Non sappiamo cosa pensare e abbiamo perfino paura che il bambino possa essere stato venduto dalla madre a qualcun altro. Insomma, non sappiamo che fine ha fatto e questo ci preoccupa. Io venerdì sera, presa dalla disperazione, ho chiamato direttamente il consolato italiano di San Francisco e ho chiesto spiegazioni, ma il funzionario non ha saputo darmi risposte soddisfacenti. Anche perché pare che, dai biglietti aerei, il bambino abbia viaggiato con il suo vero nome Daniel Enrique De Nicola, ma allora come è possibile che sia accaduta una cosa del genere? Credo che se la polizia si fosse mossa per tempo, tutto questo poteva essere evitato. Ora le nostre ricerche diventano molto più complicate perché devono essere estese a livello internazionale e ciò rende più difficile l’individuazione del bambino”. Antonia parla a ruota libera, fissa il cronista negli occhi e parla. Il suo non è più un racconto, ma lo sfogo di una nonna disperata. Il marito tace, si commuove, ogni volta che il racconto sfiora i dettagli della vita di tutti i giorni: “Come quando - aggiunge nonno Armando - stava a casa nostra a giocare insieme a noi. Era un bimbo sempre sorridente, allegro, sereno”. “Mi ricordo - dice Antonia Spagnolo - che voleva sempre che gli leggessi la favola della Carica dei 101. E a forza di leggergliela l’aveva imparata a memoria, così, quando a volte, saltavo delle parti per fare più in fretta era lui a interrompermi e a raccontare le parti che non avevo letto. Non aveva ancora due anni e già sapeva farne un riassunto quasi perfetto. Era sveglio, Daniel. Molto sveglio. E adesso non so neppure dove si trovi e con chi“. Armando De Nicola si asciuga gli occhi e dice: “Mio figlio non c’è più. Non ce l’ha fatta a sopportare la disperazione per avere perso suo figlio e si è ammazzato. Noi oggi combattiamo anche per lui. Riavere Daniel, poterlo crescere o comunque sapere soltanto che sta bene ed è sereno è un modo per far rivivere il nostro Daniele per provare a rendere meno doloroso il resto della nostra vita”. Fonte il Corriere di Livorno - Gabriele Masiero Aiutiamo questi nonni a ritrovare il loro nipotino… Diffondendo a tutti i nostri contatti la foto di Daniel…
Un caloroso abbraccio ad Armando e Antonia, con la speranza di potervi aiutare nel ritrovare Daniel.
A tutte le Istituzioni che hanno causato la morte di un giovane papà urliamo:
VERGOGNATEVI
Con la speranza che vi arrivi FORTE E CHIARO ! IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI —- AGGIORNAMENTO DEL 16 gennaio 2008 |
internet bloccato nei paesi asiatici
Internet fuori uso anche in India
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Rifiuti: Grillo organizza l'M-day
Il 'munnezza day' si svolgera' il 23 febbraio
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Asma allergica:latte mamma e' scudo
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Spazio: misteriosa ombra su Marte
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Vietnam aereo invaso da rettili
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Caffe' aumenta aborto spontaneo
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ANORESSIA, un male da curare
sofferenza è il rapporto con l’immagine del corpo, con il cibo e il peso. La perdita del senso del limite è tipica dell'anoressia e della bulimia,
Oggi sono numerose le campagne di sensibilizzazione per diffondere l'importanza di una corretta educazione alimentare.
No quindi alle ragazze troppo magre, finalmente un concorso che da spazio sì alla bellezza, ma anche alla salute, che devono necessariamente procedere di pari passo.
Indossatrice brasiliana muore per anoressia: alta 1.73 pesava 40 kg
Popolazione mondiale invecchia
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Nasce lo Youtube della musica
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BAMBINO SCOMPARSO - Daniel Enrique De Nicola
.:: Stranezze dal Mondo ::.
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Nasce la banca dati contro la pedofilia
questa Email mi e' stata recapitata da:
Il comitato troviamo i bambini
Immediatamente messo in rete il contenuto

Nasce la banca dati contro la pedofilia
L’Italia presto avrà una banca dati in cui confluiranno tutte le informazioni sul fenomeno della pedofilia nel nostro territorio. I protocolli d’intesa per la creazione di questo nuovo strumento sono stati firmati ieri dai Ministri per la Famiglia, dell’Interno, della Giustizia e per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione.
Quindi significa che in data 21 dicembre 2007 i Ministri:
On. Rosy Bindi, On. Giuliano Amato, On. Luigi Nicolais
Hanno preso “la giusta posizione” contro questo cancro sociale…
Questo Comitato chiede ai Signori Ministri, di integrare il Protocollo con:
1. L’inserimento delle foto dei pedofili che dovranno essere a disposizione dei cittadini che motivando la richiesta, potranno avere libero accesso alla banca dati.
2. Di informare gli abitanti della zona in cui risiede un pedofilo (anche al momento del rilascio) con uno “Stato di Allerta”, per potersi difendere.
3. Di inserire obbligatoriamente per coloro che affittano appartamenti, camere e quant’altro una certificazione rilasciata dalla Questura (o ufficio preposto) dove risulti se il richiedente abbia o meno precedenti pedofili. In caso positivo, vi deve essere TASSATIVAMENTE l’informazione “al vicinato”.
4. Di inserire obbligatoriamente per coloro che “fanno richiesta di lavoro” a contatto con l’infanzia , una certificazione rilasciata dalla questura (o ufficio preposto) dove si dichiari che il soggetto richiedente: NON ABBIA MAI AVUTO PRECEDENTI NELL’AMBITO PEDOFILO, in caso contrario di INIBIRNE TASSATIVAMENTE l’assunzione, pena da parte di coloro che li assumono il Concorso in reato.
5. Di contemplare nella legge: Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, ANCHE LA FIGURA DEL PEDOFILO.
6. Di inserire nella banca dati anche le persone della Chiesa (Preti e Suore).
7. Di attivarsi perchè questa banca dati diventi A CARATTERE EUROPEO, dove ogni Stato membro abbia la stessa banca dati IN RETE con tutti gli Stati.
www.troviamoibambini.it
CAmpania ,Emergenza infinita
la gestione dei rifiuti in Campania è inadeguata e minaccia gravemente la salute umana e l’ambiente della regione. Questa situazione costituisce un’infrazione alla legislazione comunitaria in materia di rifiuti”

per fortuna non esce la puzza dalla foto
Solo in Campania poteva succedere qualcosa di una simile portata. A partire dal 1991, quando grazie ad un accordo collusivo forte tra politica, camorra, massoneria e servizi segreti legati a potentati industriali, furono autorizzate grandi importazioni di rifiuti industriali extraregionali, gestiti in Campania da aziende in odor di camorra che, grazie ad appalti per la raccolta dei rifiuti nei comuni, avevano il patentino d'accesso alle discariche pubbliche o erano titolari di discariche private.

Una vera vergogna non ho parole, come altri napoletani come me e non solo abbiamo lo skifo di tutto questo










Vietnam, aereo evacuato: era invaso dai serpenti 






Va al bordello ma fra le squillo ci trova la moglie 
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